Il pitone è la pelle esotica più usata nella moda: costa meno del coccodrillo, ha un disegno riconoscibile e si presta a quasi ogni finitura, dal naturale al metallizzato. Proprio per questo, tra due pelli di pitone apparentemente simili possono esserci differenze enormi di qualità, resa e conformità.
In questa guida raccogliamo quello che abbiamo imparato in oltre 40 anni di lavorazione di pellami pregiati: da quali specie proviene il pitone in commercio, come si taglia e si misura, quali finiture esistono e cosa controllare prima di acquistare.
Da quali specie proviene la pelle di pitone
Con “pitone” il mercato indica pelli di specie diverse, ciascuna con un disegno, una dimensione e un prezzo propri. Le più diffuse sono tre.
Pitone reticolato (Malayopython reticulatus). È il più lungo e il più usato. Il disegno a reticolo, con chiazze chiare contornate di scuro, è quello che la maggior parte delle persone associa alla parola “pitone”. Le grandi dimensioni permettono di tagliare pannelli ampi, adatti a borse e calzature.
Pitone birmano, spesso chiamato in commercio “molurus” (Python bivittatus). Ha macchie grandi e marcate, come tessere di un mosaico. È molto apprezzato per il disegno deciso. Attenzione al nome: il pitone indiano vero e proprio (Python molurus) è una specie diversa e più protetta, che non può essere commerciata a fini commerciali.
Pitone a coda corta o “pitone sangue” (Python curtus e Python brongersmai). Pelli più corte e larghe, con colori caldi e disegno irregolare. Adatte a piccola pelletteria e dettagli.
Tutte queste specie sono incluse nella Convenzione CITES: ogni pelle deve viaggiare con documenti che ne attestano l’origine legale. Ne parliamo più avanti e in un articolo dedicato.
Taglio ventrale e taglio dorsale
Una pelle di serpente può essere aperta in due modi, e la scelta cambia completamente l’aspetto del pellame.
- Taglio ventrale (aperto sulla pancia): al centro della pelle resta il dorso, con il disegno più ricco e simmetrico. È il taglio preferito quando il disegno è protagonista.
- Taglio dorsale (aperto sul dorso): al centro restano le grandi squame ventrali, larghe e regolari, che creano un effetto a “scaletta”. È molto richiesto per borse e cinture dal look grafico.
In fase di acquisto conviene sempre specificare il taglio: due lotti della stessa specie, con tagli diversi, danno risultati estetici opposti.
Come si misura e quanto rende
Le pelli di pitone si vendono di solito a metro lineare o a pezzo, con classi di misura basate sulla larghezza nel punto più ampio. Lunghezza e larghezza da sole, però, non dicono quanta superficie sarà davvero utilizzabile: testa, coda e bordi irregolari si scartano, e i difetti riducono ulteriormente la resa.
Per un modellista la domanda giusta non è “quanto è lunga la pelle?”, ma “quanti pezzi del mio cartamodello ci ricavo?”. Abbiamo dedicato a questo tema un articolo specifico: Come si misura una pelle di pitone e quanta resa dà.
Le finiture più richieste
Il pitone accetta più finiture di quasi ogni altra pelle esotica. Quelle che lavoriamo più spesso sono:
| Finitura | Effetto | Usi tipici |
| Naturale | Mantiene il disegno originale, mano morbida | Borse, piccola pelletteria |
| Lucida | Superficie brillante, colori saturi | Borse da sera, calzature |
| Opaca (matt) | Aspetto più sobrio e contemporaneo | Calzature, accessori uomo |
| Decolorata | Il disegno resta visibile ma più tenue, base per tinte chiare | Collezioni pastello, estate |
| Metallizzata o laminata | Riflessi oro, argento, bronzo | Sandali, clutch, dettagli |
| Squama alzata | Le squame vengono sollevate e risaltano al tatto | Pezzi d’effetto, borse |
| Stampata o tinta a mano | Colori e sfumature personalizzate | Capsule e progetti su misura |
Ogni finitura cambia anche la mano e la resistenza della pelle: prima di confermare un ordine è sempre meglio vedere e toccare un campione.
Pitone per borse e pitone per calzature
Non tutte le pelli di pitone vanno bene per tutti gli usi.
Per le borse contano soprattutto il disegno, la larghezza dei pannelli e la regolarità del colore tra pelle e pelle. Su una borsa grande, una differenza di tono tra due pannelli si nota subito.
Per le calzature contano spessore, resistenza alla trazione e tenuta in fase di montaggio. Il pitone è una pelle sottile: spesso si accoppia a un supporto per dare struttura e durata. [Inserire indicazioni su spessori e accoppiature consigliate da Fersa Leather.]
Cosa controllare prima di acquistare
Che si tratti del primo ordine o di un nuovo fornitore, queste sono le verifiche che consigliamo.
- Documenti CITES. Chiedete la documentazione che accompagna il lotto e verificate che la specie indicata corrisponda al nome scientifico in fattura.
- Specie e taglio. Devono essere indicati chiaramente: “pitone” da solo non basta.
- Classe di misura e scelta. Fatevi spiegare come il fornitore classifica le pelli e quali difetti ammette in ogni scelta.
- Uniformità del lotto. Se il prodotto finito richiede più pelli, chiedete che provengano dallo stesso bagno di tintura.
- Campionatura. Un campione della finitura scelta, sul vostro modello, evita sorprese in produzione.
Domande frequenti
La pelle di pitone è resistente? Sì, se lavorata e rifinita correttamente. Le squame possono sollevarsi con l’uso intenso o l’umidità: per questo la scelta della finitura e la manutenzione contano.
Si può commerciare pelle di pitone in Europa? Sì, se proviene da specie ammesse al commercio e viaggia con i documenti CITES richiesti dal Regolamento europeo.
Quanto costa la pelle di pitone? Dipende da specie, misura, scelta e finitura. Il modo più affidabile per avere un prezzo è indicare uso finale e quantità.
Lavorare il pitone con Fersa Leather
Da oltre 40 anni a Corbetta (Milano) selezioniamo, lavoriamo e rifiniamo pelli di pitone per calzaturifici, pelletterie e brand della moda. Lavoriamo anche conto terzi, su finiture e colori su misura.
Avete un progetto in mente? Richiedete una campionatura indicando specie, uso finale e quantità: vi risponderemo con proposte e tempi.